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Giù le mani dai bambini!


sabato, 20 giugno 2009,ore 19:29

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Non servono parole!
"Ma sei nervosa?"
"Nooooooooo!!!"
"Ah davvero? Eppure c'è qualcosa che non va secondo me ... sicura che va tutto bene??"
"Potrei ucciderti, ma a parte questo NOOOO, non sono nervosa ... sono ... DIVERSAMENTE CALMA!!"
Dupont
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lunedì, 08 giugno 2009,ore 22:00

Ogni tanto su Facebook mi diverto a fare dei quiz, così tanto per ridere e per passare il tempo, questa sera ne ho fatto uno dal titolo: "qual'è la frase di Shakespeare che ti rispecchia?" ed ecco cosa ne è uscito:

"Il mondo lo considero quello che è, un palcoscenico, su cui ciascuno deve recitare una parte: e la mia è triste!"

Tratto dall'opera "Il mercante di Venezia"
 

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Dupont
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martedì, 02 giugno 2009,ore 11:10

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MA COME FACEVANO LE 3 CIVETTE A TROMBARSI LA FIGLIA DEL DOTTORE???????

Ambarabà ciccì coccò...tre civette sul comò, che facevano l’amore con la figlia del dottore, il dottore si ammalò... ambarabà ciccì coccò....ma come cazzo fanno??????? ma soprattutto che cazzo significa???? e il dottore cosa ha avuto????
Dupont
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venerdì, 29 maggio 2009,ore 23:09

"... CHE L'OGGI RESTASSE OGGI SENZA DOMANI O DOMANI POTESSE TENDERE ALL'INFINITO ..."

Dupont
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mercoledì, 20 maggio 2009,ore 21:32

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Dupont
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venerdì, 15 maggio 2009,ore 22:36

Ieri in Iran è stato lapidato un adultero.
Che culo essere italiani, vero Silvio?


Una sera la moglie minaccia il marito.
- "Stasera mi porti fuori altrimenti me ne vado!"
- "Ma lo sai amore che se sto fuori fino a tardi è perché lavoro come un asino per essere degno di te.."
Alla fine l'avvocato acconsente benché contrariato: è ormai notte.  Si vestono, chiamano un taxi ed escono.
A un certo punto la moglie vede l'insegna di un night club:
- "Dai caro portami lì che non sono mai stata in un posto così...."
- "Ma no cara, non è un posto per gente di classe come te, come noi...."
Sì dai, no dai... alla fine vince la moglie. All'entrata, il Portiere:
- "Ohhhh, il caro avvocato Rattazzi, benvenuto..."
- "MA COME! Ti conoscono???? Sei già stato qui, bastardo!"
- "Ma no amore, forse una volta... sai con quel cliente, Sanchez, l'industriale argentino..."
La moglie si calma leggermente ma ormai la serata è rovinata. Entrano e la guardarobiera fa:
- "Buonaseeeraaaaa avvocatoooo..... dia pure a me il bel cappottino.."
- "E adesso, non mi dire che per una sola volta anche la guardarobiera si ricorda di te!!"
- "Ma no, è che Sanchez le aveva lasciato una mancia da paura e allora… lei si ricorda.."
Si accomodano a un tavolo sul fondo, e il cameriere:
- "Il solito per lei e la signora, avvocato?"
- "ADESSO BASTA! TU QUI SEI DI CASA! BASTARDO!"
- "Ma nooo cara, questo è Pino, ti ricordi? Il cameriere del bar sotto il mio ufficio, adesso ha cambiato lavoro...e conosce i miei gusti."
La moglie è sempre più nervosa, finché inizia lo spettacolo, esce sul palco una super topa che inizia a togliersi i vestiti, a questo punto, riconosce Rattazzi in fondo alla sala e sbotta maliziosa:
- "E di chi sono questi bei tettazzi?"
E il pubblico tutto in coro: "DELL'AVVOCATO RATTAZZI!!!!!" Applauso generale, fischi e grida. La moglie ormai isterica, salta in piedi e corre fuori dalla sala, urlando insulti al marito:
- "BASTARDO! CANE! TRADITORE! GIUDAAAA!"
Il marito la raggiunge e riesce in extremis a saltare dentro un taxi. Intanto la moglie continua a insultare il marito, cercando di dargli dei pugni... La scena prosegue, finché il tassista si gira e fa:
"Uè avvocato, di troie ne abbiamo imbarcate tante, ma rompicoglioni come questa MAI!"
Dupont
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mercoledì, 06 maggio 2009,ore 18:51

A forza di starmene seduta sulla riva del fiume ad aspettare che passi il cadavere del nemico, il mio fondoschiena è diventato quadrato e sono giunta alla conclusione che se un giorno vedrò passare un cadavere  ... sarà il mio .....
Dupont
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sabato, 02 maggio 2009,ore 20:36

Dupont
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categoria : varie



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sabato, 25 aprile 2009,ore 13:00

Tutti, almeno una volta, ci siamo chiesti come faccia a spostarsi la freccia sullo schermo quando muoviamo il mouse. In realtà il meccanismo è assai facile e comprensibile, tant'è che viene da darsi del cretino quando ci viene spiegato.
Cliccando sul link qui sotto apparirà un ingrandimento dell'algoritmo matematico che coordina il movimento mouse-indicatore, altrimenti invisibile ad occhio nudo.

2006.1-click.jp/

P.S.: ah, dimenticavo, è ovvio che dovrete muovere il mouse ...
Dupont
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lunedì, 20 aprile 2009,ore 20:25

Piano piano i dialetti stanno scomparendo un po' in tutta Italia, forse però più al nord che al sud.
I bambini ed i giovani parlano ormai solo in italiano, un italiano troppo spesso sgrammaticato, ma l'importante è non parlare in dialetto, quasi fosse una vergogna, e così stiamo lentamente dimenticando le nostre tradizioni ed i nostri modi di dire.
Fortunatamente le compagnie teatrali dialettali non sono sparite e rimangono comunque sempre i poeti che scrivono nella loro parlata locale.
Voglio riportare qui una poesia in dialetto trentino, il mio dialetto.
Questa poesia di Guido Leonelli,  bravissimo poeta trentino, mi piace molto perchè in un certo qual modo mi rappresenta, sembra descrivere il mio modo di fare, di pensare e di scrivere, perchè quello che scrivo  su questo blog è solo ciò che penso veramente, anche se non sempre quello che avete letto e leggerete potrà  piacere o essere condiviso, perchè ... mi  "No gò paróni".

E' ovvio che sotto la poesia troverete il testo in italiano

No gò paróni

(G. Leonelli)

El savé oramài zènt

che mi ghe 'n vègno a scrìver

demò quél che me bóie dént.

El savé che no sopòrto
né giòf né museròla:

no g'ò paróni mi, credéme,
che ve 'l digo per dal bòn

a mi me pias cantar

contènt ma fòr dal còro,

quél che me vèn en mént

cossì 'nté quél momént.

Credéme zènt.

Al dì de ancòi no 'l sarà tant
ma l'è tant de pu che gnènt

e mi són contént cossì
coi me penséri

piéni de sfrizzóni
stornìsie, dispiazéri

che a sitèle i se missia

'mpiturade

nté 'n zògh de lusentìni

che nissùn me smòrza zó.

Credéme zènt
che l'è anca far fadìga

sentìrse 'n pòch maródeghi

farse na pianzùda

de làgreme brovènte

ma 'l zògh cossì l'è nèt

e le passión che scóndo

dént a la me poesìa

tegnìmele da cónt

no sté a trarle via.

L'è 'l cant de na paìgola
o 'l brùzer de na bèstia

ferìda che la ziga

co la vóze che ghe rèsta.


Non ho padroni

Lo sapete ormai gente
che io sono capace di scrivere
soltanto ciò che mi bolle dentro.
Lo sapete che non sopporto
né giogo né museruola:
non ho padroni io, credetemi,
che ve lo dico davvero
a me piace cantare
contento ma fuori dal coro,
quello che mi viene in mente
così in quel momento.
Credetemi gente.
Al giorno d'oggi non sarà tanto
ma è tanto di più che niente
e io sono contento così
con i miei pensieri
pieni di fitte
vertigini, dispiaceri
che a lampi si mescolano
pitturati
in un gioco di brillantini
che nessuno mi spegne.
Credetemi gente
che è anche far fatica
sentirsi un po' svuotati
farsi un pianto
di lacrime bollenti
ma il gioco così è pulito
e le passioni che nascondo
dentro alla mia poesia
tenetele in considerazione
non gettatele via.
Sono il canto di un'ugola
o il mugghiare di una bestia
ferita che urla
con la voce che le resta.
Dupont
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